SPOILER

Pubblicato il 15 ottobre 2026 alle ore 11:55

Estratto dal REGNO DEL FUOCO, CAPITOLO II

“Mi sento come un lupo che ulula alla luna, consapevole di
poterla ammirare solo da lontano,” rispose, la mascella tesa le
labbra appena incurvate verso il basso.
Seris impiegò qualche istante a coglierne il significato.
“Vedrai che prima o poi la luna non ti sembrerà così lontana” gli
disse, poggiandogli una mano sulla spalla.
“Se solo lei sapesse quanto cazzo l’amo e quanto rischierei per
lei.” Mormorò il mutaforma con una rabbia trattenuta che
sembrava rivolta al cielo più che a lei.
“Se solo non fossimo di regni diversi…” sussurrò infine, ormai
rassegnato.
Seris non sapeva come consolarlo. Non c’erano parole abbastanza
convincenti né speranzose. Non poteva fare nulla: le leggi non
sarebbero cambiate, e lui doveva convivere con quella dura
verità.
Da un lato c’era Ryven, pronto a mettere in gioco tutto, anche il
suo futuro; dall’altro Erys, con le sue paure, il timore di rovinare
tutto, di rovinare lui.
“So che potresti bruciare tutto per lei, Ryv. Ma anche se non
sembra, Erys fa di tutto perché non sia tu a bruciarti,” gli disse.
Ryven spostò lo sguardo su di lei e annuì.

Estratto dal REGNO DELL'ARIA, CAPITOLO IV

Si avvicinò con cautela.
Non avrebbe dovuto. Lo sapeva. Ogni istinto le diceva che quello
non era un oggetto qualsiasi, che non le apparteneva, che stava
oltrepassando una linea invisibile. Ma la curiosità—e qualcosa di
più profondo, qualcosa che aveva a che fare con Alarion e con i
segreti che custodiva—ebbe la meglio.
Allungò una mano.
Il globo era tiepido sotto le sue dita, come se fosse stato lasciato
lì da poco. Ruotandolo, notò una sottile incisione lungo la base.
Una frase.
Si chinò, avvicinando il globo alla luce, le labbra che si
muovevano appena mentre cercava di decifrare le parole—
Una mano si chiuse sul globo con forza improvvisa,
strappandoglielo dalle dita. Seris sussultò, il cuore che le balzò in
gola, mentre il contatto delle dita di Alarion contro la sua pelle le
mandò una scossa lungo il braccio.
“Non toccarlo.”
La voce di Alarion era bassa, tesa, attraversata da una rabbia
trattenuta che la fece gelare sul posto.